La Necropoli alto medievale

Tomba antropomorfa rinvenuta sotto abside Chiesa S. Giovanni

Al di sotto dell’abside, oltre che all’esterno della chiesa di S. Giovanni Battista, è stata scavata una necropoli la cui fase più antica è documentata dal ritrovamento di 18 tombe di forma antropomorfa.

Le fosse sono disposte in più file ricavate direttamente nel banco gessoso per una profondità di circa 30-40 cm, orientate est-ovest;  alcune presentano un pozzetto circolare all’altezza del capo. Caratteristica comune è la mancanza di corredo, probabilmente il defunto era sepolto  semplicemente avvolto in un sudario, le tombe poi venivano ricoperte da lastre di pietra.

La datazione al Radiocarbonio effettuata  su un reperto osseo recuperato dall’unica deposizione rinvenuta non violata, la datano tra la fine del VII e la metà dell’VIII secolo d.C, anche se l’uso della necropoli continuò fino al pieno medioevo.

La tipologia tombale denota un particolare rituale funerario, diffuso in vari paesi europei.

Questa tipologia denominata anche tombe a logette o tombe antropoidi non ha trovato finora interpretazioni puntuali in ambito scientifico, se non per quanto riguarda l’epoca della loro realizzazione che viene dai più definita bizantina e collocata cronologicamente dal V° all’ VIII° sec. d.C.  Per questa ragione sarebbe quanto mai utile trovare conferme all’ipotesi da noi formulata che si tratti di una tradizione conservata e tramandata da comunità religiose di eremiti provenienti dall’Oriente o dal Nord dell’Africa dove appunto si praticava usualmente questo tipo di sepoltura.  Pensiamo che  questi individui     una volta fuori dai loro luoghi di origine siano andati  alla ricerca di posti solitari, isolati,  su alture,  nei quali erano presenti ripari naturali o grotte  che,  come nel nostro caso,     gli consentissero di  scavare  le loro tombe nella roccia perpetuando  i riti delle  loro origini.

Unico elemento artificiale che doveva appartenere ad una tomba, è ora collocato nel muro interno della stessa chiesa castellana. Si tratta di un frammento di lastra sulla quale è scolpita una particolare tipologia di croce, rinvenuta anche nei siti analoghi italiani di Bomarzo (Viterbo) e di S. Cassiano di Lumignano di Longare (Vicenza).