La storia

Mappa XVII secolo

All’ età preistorica, più precisamente alla prima età del rame (III° millennio a.C.) risalgono i reperti ritrovati entro la “Tana della Mussina”, grotta sepolcrale situata a breve distanza dal castello.

Altra presenza archeologica particolare è costituita da un nucleo di 18 tombe di forma antropomorfa, col capo rivolto ad est, risalenti al VIII sec. d. C., scavate nella roccia di gesso e collocate sulla sommità della rupe.

In un documento risalente al 1070 vengono elencati i castelli e le pievi già del marchese Bonifacio di Canossa, (morto nel 1052), tra le quali figura Borzano.

I Manfredi, famiglia di origine Longobarda, investiti in qualità di Feudatari dai Da Canossa faranno di questo luogo la culla della loro famiglia.

Non si conosce la data di fondazione della chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, ma sicuramente nel 1229 essa era già presente perché in alcuni documenti figurano i nomi dei primi due rettori; fino al 1575 resterà la parrocchiale di Borzano.

Dopo la morte di Matilde (1115) ed il conseguente disfacimento dello stato canusino, i Manfredi sono protagonisti delle lotte volte a ottenere il controllo della città e delle terre del contado.

Per tutto il 1300 il castello subirà ripetuti attacchi con conseguenti incendi e distruzioni da parte degli avversari: guelfi o ghibellini, reggiani o stranieri.

Nel 1350 il castello viene raso al suolo dai Gonzaga nel corso delle lotte per la conquista di Reggio durante le quali i Manfredi figurano tra i sostenitori degli Estensi.

A conferma di questi avvenimenti, nel 2009 il Gruppo Archeologico rinveniva un grosso concio di arenaria con l’iscrizione -datata 1353- dell’avvenuta riedificazione del castello da parte di Guido Manfredi.

Nel 1368 Taddeo Manfredi riceve da Carlo IV l’investitura del castello ma pochi anni dopo, nel 1374, Barnabò Visconti, risolto a reprimere ogni avversario, assale e incendia Borzano, Montericco e Mucciatella, fortezze dei Manfredi, costringendoli alla sottomissione.

Con l’avvento dello stato Estense, inizia un lungo periodo di pace e tranquillità.

Nel 1437 i Manfredi riescono ad ottenere il titolo di Pieve per la loro chiesa, riconoscimento che le permette di riscuotere i censi e le decime delle chiese e cappelle che le gravitano intorno.

A metà del 1400, a causa di liti famigliari, la contea dei Manfredi, che all’epoca comprendeva Borzano, Montericco, Albinea e Mucciatella, viene divisa tra i sei nipoti di Giovanni. Borzano perviene a Taddeo che nel 1461 riedifica il castello, come documentava un’iscrizione, oggi scomparsa, posta all’interno del castello stesso. A questo periodo sono riferibili i resti del palazzo oggi visibile.

Ormai ridotto a signorile abitazione di campagna, il luogo subisce nel tempo un lento decadimento. I Manfredi abitano stabilmente in città e sempre meno frequentano il castello.

Nonostante l’opposizione dei Manfredi, i parrocchiani ottengono nel 1575 il trasferimento della chiesa parrocchiale nel nuovo villaggio sorto a valle.

All’estinzione della famiglia Manfredi (1739), la proprietà passa al pisano Alessandro Frosini, ministro del duca Francesco III d’Este, per poi divenire abitazione rurale, in parte trasformata in stalla e fienile.

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